1) Schopenhauer. Il principio di ragione sufficiente.
In questo brano Schopenhauer definisce il principio di ragione
sufficiente e critica il concetto di essere necessario. Poi
egli passa a elencare quattro diversi tipi di necessit.
A. Schopenhauer, Sulla quadruplice radice del principio di ragione
sufficiente, 49 (pagine 126-127).

 Il principio di ragione sufficiente, in ogni sua forma,  l'unico
principio e l'unico portatore di ogni necessit. La necessit,
infatti, non ha nessun altro senso vero chiaro se non quello della
inevitabilit dell'effetto, quando  posta la causa. Per questo
ogni necessit  condizionata; una necessit assoluta, cio
incondizionata,  dunque una contradictio in adjecto. Essere-
necessario, infatti, non pu significare niente altro se non
derivare da una data causa. Se, invece, lo vogliamo definire
ci-che-non-pu-non-essere, allora diamo una mera spiegazione
verbale e ci rifugiamo, per evitare la spiegazione della cosa,
dietro un concetto astrattissimo; dal quale, tuttavia, veniamo
ricacciati dalla domanda: come  possibile, o anche solo
concepibile, che qualcosa non abbia potuto non essere, dato che
ogni essere  dato solo empiricamente?. E' dunque chiaro che
questo  possibile solo in quanto  data o presente una causa,
dalla quale esso risulta. Essere-necessario e derivare-da- una-
data-causa sono dunque concetti sinonimi e, pertanto,
intercambiabili. Il concetto tanto amato dai filosofastri di un 
Essere assolutamente necessario  contiene dunque una
contraddizione: mediante il predicato  assolutamente  (cio
indipendente da ogni cosa) esso annulla la definizione, soltanto
per mezzo della quale il  necessario   pensabile e detiene un
senso. Abbiamo qui nuovamente un esempio di abuso di concetti
astratti per scopo di inganno metafisico, come ho potuto mostrare
nei concetti simili di  sostanza immateriale , causa assoluta,
ragione in generale, eccetera Non ripeter mai abbastanza che
tutti i concetti astratti debbono essere controllati per mezzo
della intuizione.
In accordo con le quattro forme del principio di ragione, vi sono
allora quattro diverse necessit:
1) La necessit logica secondo il principio della ratio
cognoscendi: una volta che le premesse siano state riconosciute
valide, la conclusione deve seguire in modo inconfutabile.
2) La necessit fisica, secondo la legge della causalit (ratio
fiendi): non pu mancare l'effetto, non appena si sia presentata
la causa.
3) La necessit matematica secondo il principio della ratio
essendi: ogni relazione espressa da una proposizione geometrica
vera  cos, come essa la esprime, e ogni calcolo esatto rimane
inconfutabile.
4) La necessit morale secondo il principio della ratio agendi:
ogni uomo, e anche ogni animale, deve, non appena se ne sia
presentato il motivo, compiere quella azione, che unicamente 
adeguata al suo carattere naturale e immutabile e che pertanto
avviene ora in maniera cos inevitabile come ogni effetto segue
ogni causa; essa, tuttavia, non si lascia prevedere cos
facilmente, come tutti gli altri effetti, in quanto  difficile
approfondire e conoscere perfettamente il carattere individuale ed
empirico e la sfera conoscitiva che lo accompagna, una indagine
intorno ad esso  qualcosa di ben diverso dallo studio della
qualit del sale chimico e dalla previsione della sua reazione.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagine 611-613.
